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lunedì 16 gennaio 2012

DA TROPICI E GHIACCIAI

Il primo lavoro dell’anno su ordinazione è stata la richiesta di due collane, una piacevole sorpresa perchè non ne facevo da un po’ di tempo, ma è una delle creazioni più soddisfacenti, stimola davvero la fantasia per abbinare materiali e colori.

Quindi, partendo da modelli di altre collane fatte tempo fa, e da indicazioni delle tonalità da mettere insieme, ho preparato ICICLE:VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Fatta sul modello di BRACE, una delle mie prime collane/sciarpe … come cambia un oggetto anche solo lavorando sul colore! … ho cardato 4 tonalità diverse di lana Falkland  dal blu profondo al lavanda al turchese, con azzurro ghiaccio e del ramie naturale. Poi ho filato un capo piuttosto spesso e uno sottile usando solo turchese e grigio fumo.

Al momento di abbinare i due capi avvolgendo il sottile a quello corposo ho aggiunto un filo argentato su cui avevo infilato perline di vetro ceco e di vetro indiano fatte a mano da BeadSoupBeads

Poi ho montato tutto a mo’ di “serpentone” et voilà!

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La seconda invece nasce da un modello quasi uguale, venduto l’anno scorso: TROPICO, a cui questa volta ho aggiunto argentoni di tante forme diverse. Questa è fatta con riccioli di lana Bluefaced leicester che ho tinto a mano nei toni del blu, arancio, verde e colori intermedi e poi filato corespun su un filo di base.VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Quindi ho tagliato a strisce della fodera di seta e abbinato il primo filo avvolgendolo su questa in modo che il filato risultasse molto elastico, in questa fase ho anche accostato un filo su cui avevo montato gli argentoni, che si sono così inglobati al “corpo riccioloso”.VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Per finire ho montato la collana in tondo in modo che avesse una lunghezza sufficiente anche per essere avvolta due volte attorno al collo.VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Mi è uscito un post quasi da istruzioni fai date, più che raccontato come al solito, bè  non importa, spero piacciano alla destinataria, l’unica cosa che importa…

martedì 15 novembre 2011

FILATI FREEFORM

Un altro lavoro su commissione che mi ha occupato le manine negli ultimi tempi sono 4 filati destinati alle lavorazioni stupende che Laura Soria fa all’uncinetto, freeform appunto.

Il primo è in lana Cheviot, che avevo tinto e raccontato tempo fa, Secret garden:

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Poi ci sono i due ricciolosi, fatti con riccioli di lana Bluefaced Leicester e tinti da me anche loro la primavera scorsa, nei toni verdi e rossi brillanti:

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Ultimo un filato di lana merinos e Falkland che ho fatto con la tecnica “corespun” e ho riempito di bozzoli coloratissimi, non per niente l’abbiamo battezzato Arcobaleno…VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Per vedere i lavori di Laura, e che forma hanno preso le mie creature lanose ecco il link alla sua pagina FB !

sabato 30 aprile 2011

TEMPEST

In questi giorni sonnacchiosi di primavera mi sono dedicata soprattutto al giardinaggio, alla cova del pupo e poco altro nel tempo libero, quindi niente nuovi progetti… in realtà sto aspettando da due settimane che mi arrivino i pigmenti naturali e un po’ di lana bianca…

Comunque la sera non poteva mancare un po’ di sferruzzo, quindi ho iniziato a lavorare il cardigan Tempest con la lana che avevo comprato e gomitolato lo scorso Gennaio.

Il lavoro è semplice e procede anche velocemente, ho finito il dietro  e i due davanti e sono alle maniche, anche perchè la ricchezza del modello secondo me sta nella cura dei particolari – calature, righe grandi e piccole – e ovviamente nel filato che è davvero una meraviglia.

I colori sono in effetti progettati alla grande, e la lana Bluefaced Leicester  rende superbamente, è morbidissima lucente e leggera, perfetta per un giacchino da mezza stagione/ sera estiva non troppo afosa…. sono impaziente di finirlo anche per vedere se riesco a non perdere la pazienza con i dettagli, tipo riprendere tutte le maglie laterali per lavorare il bordo e le asole, o l’orlo inferiore ricucito sul dietro in modo che resti invisibile.

VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Tutto questo in realtà però lo proverò davvero a Settembre, non tanto per questioni climatiche ma per un ingombro fisico, che prima non permette di chiudere i bottoni!!!!!!!!!!!

E se poi non mi sta???????

Bè intanto vado a comprare i bottoni nel mio negozio favorito su Etsy, Overspill

venerdì 15 aprile 2011

DIPINGERE O SOLO TINGERE

Dopo il tentativo con l’indaco ho ripreso un po’ le tinture collaudando la cucina nuova per evitare macchie e pasticci.

Ora che ho un tavolo bello grande su cui stendo un telo di plastica per non colare – in realtà è la custodia da giacche e cappotti della lavanderia… – vorrei provare a usare il pennello per dipingere fibre e fili e dare quell’effetto punteggiato con colori ben separati tipico. Finora invece ho sempre usato le siringone da 60cc per distribuire i diversi colori, ma devo dire che c’è poco controllo e a volte si sovrappongono. Non che sia un problema, anzi i risultati così sono a sorpresa  escono tonalità intermedie poco prevedibili, però a volte mi piacerebbe che quello che spruzzo in un punto resti lì …

Per esempio, le ultime tinture fatte hanno dato risultati bellissimi, soprattutto i riccioli di lana BFL, che sono partiti da un lato gialli e dall’altro blu navy, e sono usciti così:

BFL fleece cold variations 3

Quelli invece partiti dal rosso al petrolio sono diventati così:

BFL fleece red variations

E infine l’incidente!!

Avevo sprizzato per bene 100g di lana Cheviot a strisce nell’ordine: rosso, verde scuro, rosso, blu elettrico lasciando poi cadere poche gocce di giallo nei confini tra verde e rosso.

Quindi ho avvolto tutta la fibra con la pellicola da cucina arrotolandola bene e l’ho messa in pentola; questa è la soluzione che ho trovato per limitare la colatura di un colore sull’altro… dopo circa 15 minuti vedo sul banco della cucina la bottiglia di aceto ancora chiusa: FLASH!! non ho aggiunto l’aceto al bagno della lana pre-tintura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Allora ho tolto la pentola dal fuoco e buttato la poca acqua che di solito lascio sul fondo della pentola per paura che la pellicola si attacchi, e poi ho srotolato la fibra bollente , aggiunto l’aceto e tristemente realizzato che per uniformarne l’assorbimento avrei dovuto rimestare la fibra….

Oddio  i colori si mescoleranno!

E magari la fibra si infeltrirà pure con tutto il movimento fatto!

Alla fine, dopo ulteriore cottura di 20 minuto ho scolato la lana rassegnata, l’ho sciacquata e lasciata asciugare, e ho scoperto che non si è infeltrita, ma i colori si sono sfumati di brutto,  l’effetto? Eccolo:

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Il verde si è schiarito molto, il blu e il rosso hanno dato tante variazioni di rosa, lavanda e violetto, e il giallo ha inserito qua e là punti di ruggine e nocciola… non riuscivo a trovare un altro nome se non un SECRET GARDEN pieno di fiori!

Credo sarà perfetto per un filato molto sfumato, in vendita presto su il mio Etsy Shop !

sabato 9 aprile 2011

INDACO DAGLI OCCHI DEL CIELO

Dice una canzone dolce di Zucchero, che mi è tornata in mente in questi giorni in cui ho per la prima volta provato a tingere con l'estratto naturale di Indaco appunto.

Il barattolo di polvere blu giaceva nel mobile da diversi mesi senza che osassi metterci mano; ora, complice l'aria di primavera che mi rende più operosa del solito, nonchè più vicina a mamma natura e alle sue piantine, mi sono buttata e ho capito perchè si dice che tingere con i pigmenti naturali sia un'operazione quasi alchemica, e soprattutto colorare con l'indaco.

Intanto  il principio con cui si tinge, lana o altre fibre, è piuttosto diverso da quello a cui ero abituata: si deve preparare accuratamente la fibra e prendere il colore, e quindi sono forse quasi più delicati e importanti i passaggi preliminari piuttosto che il bagno di tintura vero e proprio; la fibra deve essere messa a bagno, poi si deve preparare il calderone con i mordenti, cui si aggiunge l'indaco , e solo alla fine l'ultimo agente che serve per estrarre il pigmento e renderlo solubile.

Infatti da sola la pianta non produce il colorante blu, ma un suo precursore, che deve appunto essere reso solubile per legarsi alle fibre. La magia è che quando si prepara il bagno di tintura tutti i componenti vanno agitati poco e piano per un'ora circa finchè il colore del liquido  risulta giallo-verde (!!!!!!!!!!!!!). A questo punto si aggiunge la fibra che diventa un verdino azzurro chiaro (!!!!!!!!!) e solo dopo essere estratta dal bagno, sciacquata brevemente e lasciata all'aria si ossida e diventa del colore blu-viola intenso tipico cui associamo l'indaco.

Ero felice come una bambina quando stavo ad ammirare la mia matassa di lana BFL che cambiava colore nel giro di 10 minuti all'aria! Eccola:

indaco 1° BFL

indaco 1° BFL det 2

La storia dell'indaco però non finisce qui, anzi dovrei scrivere non inizia qui... perchè in tempi non sospetti ovvero durante il viaggio di nozze, periodo in cui non avevo ancora coscienza della mia passione per filatura e tintura etc - ma lavoravo solo "banalmente" a maglia - una parte del viaggio siamo stati nel nord del Vietnam, al confine con la Cina. Questa zona stupenda e verdissima è rifugio di alcune etnie molto antiche che vivono ancora abbastanza secondo le proprie tradizioni; una di queste è la popolazione Hmong, che conoscevo già  per lavoro in quanto famosi produttori di tessuti tinti con l'indaco...

Bene una volta lì la gente è molto felice di raccontarti come vive, soprattutto se poi compri qualche manufatto o gli fai semplicemente compagnia, e quindi mi avevano raccontato dell'indaco, mostrato le piante - quelle lungo il bordo inferiore della foto per capirci:

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Mi avevano portato nell'edificio in cui preparano le fibre di canapa per la tintura e poi tessitura:

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I loro abiti tradizionali infatti sono tipicamente blu scuri adornati con passamanerie colorate e monili di metallo; ma soprattutto è normale vedere donne dalle mani colorate... e il colore non è blu come si pensa, ma giallo / verde... ora ho capito perché!

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Il pensiero ricorrente rivedendo queste foto di 4 anni fa è: questo è stato finora il viaggio più bello della mia vita, non dovrei meravigliarmi che mi avesse fatto conoscere meraviglie che poi sarebbero diventate la mia più grande passione, anche se allora non ci avevo fatto caso più di tanto... possibile che non abbia ancora capito che bisognerebbe stare sempre con occhi e cuore aperti per riconoscere tutte le briciole di magia che la vita ci offre in momenti non sospetti e che ci potrebbero far cambiare  il corso dell'esistenza???

Se ce la facessimo saremmo sempre a bocca  aperta come i bimbi che scoprono il mondo per la prima volta, eppure non servono tante dimostrazioni...basterebbe provare...

venerdì 31 dicembre 2010

L’ ULTIMA LANA DELL’ANNO

Questa settimana ha portato qualche evento triste e scompiglio conseguente, ma volevo trovare il tempo di chiudere il 2010 celebrando la creatività che mi è arrivata da dove chissà con un ultimo post.

Come spesso chi è triste si rianima facendo shopping. io in questi giorni ho fatto scorta di filati e lana da filare, che sebbene non tenga ancora in mano, per pacificare più facilmente lo spirito,  mi hanno portato comunque un po’ di brio e voglia di fare.

Non preannuncio gli acquisti, voglio assaporarli bene prima di scriverne, posso però raccontare dell’ultimo filato dell’anno, che tanto per restare sul tema dell’ultimo mese, è fatto di 100% lana Bluefaced Leicester tinta tempo fa:

VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

 

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Sono uscite fuori due matasse da 50 g lunghe circa 420 m, morbidissime e tutte striate dall’arancio bruciato al fucsia, fino al viola e il verde salvia, con qualche zona marrone, necessita ancora di un nome  e di una destinazione – nel senso che non so se metterla in vendita o tenerla per qualche progetto mio che ora non saprei - ma volevo postarla prima possibile.

Quindi eccole, con questa chiudo un anno importante, e non vedo l’ora di scoprire cosa porterà il prossimo!!

domenica 19 dicembre 2010

PECORE DALLA FACCIA BLU

Da un po’ volevo scrivere di una lana meravigliosa che ho scoperto, e questa giornata nevosa mi sembra l’ideale.

Si chiama Blue Faced Leicester, un po’ per la provenienza dalla zona dell’Inghilterra settentrionale in cui è stata sviluppata e un po’ perchè in effetti la punta del naso – quella in cui non c’è lana e quindi si vede il colore della pelle -  ha un colore bluastro molto scuro.

Ho scoperto questa lana perchè, forse non tutti lo sanno, io spesso ordino fibre anche un po’ per provarle, e tempo fa,  quando non ero granchè esperta, ho comprato della lana appunto BFL che costava poco, sembrava un affare… c’era scritto “scoured fleece” e a quanto ne sapevo io la fibra lavata poteva andare bene per la filatura. Peccato che queste adorate pecorelle hanno un manto lungo e riccioluto, che se è solo lavato e non pettinato trattiene una quantità considerevole di lanolina, legno, torba, erba etc!

Quindi il mio sacco di scoured fleece è stato usato una volta solo per farci un filato a riccioli appunto e giace in un angolo; però non scoraggiata ho comprato anche la lana BFL pettinata avendone letto meraviglie e infatti è una roba pazzesca.

Un intero manto di una pecora pesa solo 2kg tanto è leggera, ma le fibre sono così lunghe e un po’ ondulate che rendono il filato soffice e ovattato, la colorazione va dal bianco crema al marrone ma sempre mantenendo una lucentezza simile alla seta.

Ora, mi rendo conto che sarà una tara mia, ma da qualche tempo avevo anche voglia di scoprire un pochino di più su quello che filo o lavoro a maglia, quindi mi sono accattata questo simpatico libello: British Sheep&Wool:

imagesCA51STX6

Racconta sinteticamente la storia e le caratteristiche principali delle più diffuse razze inglesi di pecore da lana, peccato non ci siano anche gli altri animaletti vellosi  - capre, camelidi, conigli etc – comunque quindi dulcis in fundo è ecco che faccia ha la mia adorata pecora blu:

imagesCAGXOTOS

BFLsqr

L’ultima riflessione che mi frulla in testa è: 

W LA BIODIVERSITA’!!

Come si fa a parlare semplicemente di “lana” quando ci sono così tante e tante pecorelle diverse e meravigliose al mondo?

INFO DI SERVIZIO:

PER IL MOMENTO NON STO METTENDO IN VENDITA SU ETSY I FILATI TINTI CON PIGMENTI NATURALI, LI RISERVO PER I PROBABILI MERCATINI D'AUTUNNO, MA SE A QUALCUNO INTERESSANO SCRIVETEMI!!

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